Auto elettrica usata, la batteria fa paura ma i guasti più comuni sono altri

Comprare un’auto elettrica usata fa ancora paura, ma i dati mostrano che i guasti più frequenti non riguardano quasi mai la batteria principale
Auto elettrica in officina

La batteria è ancora il grande spauracchio per chi pensa di comprare un’auto elettrica usata. Il dubbio è sempre lo stesso: quanto durerà davvero? E soprattutto, quanto costerà intervenire se qualcosa dovesse andare storto? Tra degrado, autonomia che può diminuire nel tempo e prezzi elevati per la sostituzione, molti automobilisti finiscono per rinunciare prima ancora di iniziare la ricerca.

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Auto elettrica usata, i problemi più comuni sono molto diversi da quelli che si possono immaginare

I dati raccolti da Warrantywise, società britannica specializzata in garanzie meccaniche, raccontano però una situazione meno drammatica. Guardando alle richieste di riparazione ricevute, i problemi alla batteria principale risultano molto meno frequenti rispetto a quanto si potrebbe immaginare.

A fermare più spesso le auto elettriche sono componenti molto più comuni. Sensori, sospensioni, chiusura centralizzata e batteria ausiliaria da 12 volt continuano a creare più problemi del grande accumulatore ad alta tensione. In altre parole, molte delle difficoltà incontrate dai proprietari sono simili a quelle che possono comparire su qualsiasi automobile moderna.

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I sensori dell’impianto elettrico sono in cima alla lista. La spesa media per sistemarli è di 940 euro. Non sempre, però, il conto resta entro queste cifre: nei casi più complessi può arrivare vicino ai 3.800 euro.

Subito dopo ci sono i guasti alla chiusura centralizzata. Può sembrare un problema minore, quasi un fastidio, ma la riparazione costa in media più di 1.000 euro. L’intervento più costoso registrato da Warrantywise ha superato i 4.700 euro.

Il primo elemento legato in modo specifico alla tecnologia elettrica compare soltanto al terzo posto. Si tratta del caricabatterie di bordo, il dispositivo che riceve l’energia dalla presa e la trasferisce alla batteria. Ripararlo costa mediamente circa 2.500 euro, ma in un caso la fattura è arrivata quasi a 12.150 euro.

Anche le sospensioni possono riservare brutte sorprese. La sostituzione dei bracci richiede in media circa 1.430 euro, mentre l’intervento più oneroso ha sfiorato i 4.800. Decisamente più contenuta la spesa per la batteria da 12 volt, che alimenta luci, centraline e servizi di bordo: in media servono poco più di 600 euro.

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auto elettrica

La batteria di trazione resta comunque il componente più caro in caso di guasto serio. La spesa media rilevata è di circa 7.480 euro. La differenza, però, sta nella frequenza: questi problemi si verificano molto più raramente rispetto ai guasti ai componenti tradizionali.

Per Antony Diggins, amministratore delegato di Warrantywise, la paura verso le elettriche usate è quindi solo in parte giustificata. La batteria può rappresentare una spesa importante, ma nella vita quotidiana è più probabile dover intervenire su serrature, sensori, sospensioni o sistemi elettrici secondari.