Trent’amila ordini in poche settimane, lista d’attesa di almeno dieci mesi. La Volkswagen ID. Polo non è partita piano. Il segreto è quello più antico del commercio: il prezzo. Con una base leggermente sotto i 25.000 euro, la compatta elettrica tedesca si infila nel segmento B con una proposta che punta dritta alla Renault 5, attuale leader di categoria, senza cercare il ribasso a tutti i costi.
A produrla è lo stabilimento di Martorell, Barcellona, dove si è già dovuto alzare il ritmo per star dietro a una domanda che nessuno si aspettava così generosa. Sulla stessa linea scorre anche la CUPRA Raval, e dalla Navarra arrivano buone notizie pure per l’ID. Cross: insomma, la Spagna si è trasformata in centrale elettrica del gruppo Volkswagen. Oltre 70.000 ordini complessivi tra ID. Polo, CUPRA Raval e Skoda Epiq.

Il progetto tecnico è più articolato di quanto il prezzo d’ingresso suggerisca. La versione base monta una batteria LFP da 37 kWh, chimica litio-ferro-fosfato, più robusta nei cicli di ricarica, con 116 CV e un’autonomia WLTP di 323 km. Chi vuole di più può scegliere 135 CV con lo stesso pacco, oppure passare alla batteria NCM da 52 kWh che porta la potenza a 211 CV e l’autonomia fino a 449 km. Poi arriverà la GTI: 226 CV, batteria grande, e soprattutto un nome che in casa Volkswagen non si era mai visto su un’elettrica.
Sul design, Volkswagen ha scelto la via della riappacificazione. Linee sobrie, proporzioni familiari in modo che chi ha amato le vecchie generazioni di Polo e Golf trovi qualcosa di noto. È il cosiddetto linguaggio Pure Positive, adottato qui per la prima volta. Insomma, basta esperimenti, si torna a piacere alla gente. La ID.3 non aveva convinto tutti, così la ID. Polo sembra decisa a fare ammenda.

Tutto da vedere, invece, se la domanda reggerà una volta che le consegne si normalizzeranno e la concorrenza risponderà. Renault ha già il vantaggio del primo arrivato. Volkswagen ha il vantaggio del nome.
