È bastato circa un anno e mezzo a Dacia per riscrivere la Spring da zero, trasferirla dalla Cina alla Slovenia e consegnarla al mercato europeo con un prezzo d’attacco di 17.900 euro. Il programma automobilistico più rapido nella storia del Gruppo Renault, e probabilmente uno dei più strategici.

Il motivo del trasloco produttivo è, chiaramente, evitare i dazi UE sui veicoli elettrici made in China e rientrare nell’orbita degli incentivi nazionali, gli ecobonus francesi in testa. Novo Mesto, Slovenia, diventa così il nuovo indirizzo della city car più economica d’Europa, costruita sulla piattaforma AmpR Small insieme alla Renault Twingo E-Tech, la sua gemella stilisticamente opposta.
La Spring di seconda generazione è tutt’altra cosa rispetto al modellino alto e stretto che conosciamo. David Durand ha disegnato una silhouette squadrata e muscolosa: 3,85 m di lunghezza, quindici centimetri in più, e 1,74 m di larghezza, diciotto in più. I passaruota marcati, il massiccio rivestimento inferiore e il portapacchi prominente parlano un linguaggio quasi da crossover urbano. Niente a che vedere con lo stile retrò e arrotondato della Twingo, con cui condivide la meccanica.
Lo spazio guadagnato in carrozzeria si traduce in un bagagliaio da 337 litri, quasi quanto la Renault 5, una taglia sopra, più un frunk da 18 litri sotto il cofano anteriore. Per una city car entry-level, è quasi imbarazzante per la concorrenza.
L’abitacolo della nuova Spring punta sulla funzionalità senza rinunciare al digitale: display da 7 pollici per il guidatore di serie, leva del cambio sul piantone dello sterzo per liberare la console, sistema YouClip per agganciare accessori modulari ovunque sulla plancia. L’allestimento Journey aggiunge un touchscreen centrale da 10,1 pollici.

Sotto il pianale un motore sincrono a magneti permanenti da 80 cavalli e 175 Nm di coppia, alimentato da una batteria LFP da 27,5 kWh con 250 km di autonomia WLTP. Lo 0-100 in 12,1 secondi e i 130 km/h di punta non entusiasmano sulla carta. Il proprietario medio di una Spring, però, percorre 20 km al giorno a 19 km/h di media. Le prestazioni sono dunque esattamente quelle che servono.

La ricarica base avviene a 6,6 kW in CA, con il passaggio dal 15 all’80% in nove ore da presa domestica. Il pacchetto opzionale porta la ricarica rapida in CC a 50 kW, ventotto minuti per ricaricare. Le consegne partiranno all’inizio del 2027. Dopodiché toccherà alla Sandero elettrica.
