Per la precisione, 76 anni di storia e un futuro che si decide nei consigli di amministrazione di Wolfsburg. La Seat potrebbe non arrivare al 2030 con il suo marchio intatto, e la cosa più irritante è che non è colpa sua.
Il Gruppo Volkswagen non ha ufficialmente firmato il certificato di morte. Ha fatto qualcosa di più subdolo, ovvero ha lasciato aperta la porta. “Diversi scenari restano possibili oltre il 2030, inclusa una graduale eliminazione del marchio”, così recita la dichiarazione ufficiale.

Il paradosso è che Seat SA, la società, non è mai andata così bene. Vendite record nel 2025, considerando entrambi i marchi in portafoglio. Il problema è che l’altro marchio è Cupra, e questo ha smesso da tempo di essere una variante sportiva per diventare il vero obiettivo strategico del gruppo.
Nel 2025 Cupra ha venduto 328.800 unità, con una crescita del 32,5% sull’anno precedente. Seat si è fermata a 257.400, con un calo del 17%. Il risultato di anni di investimenti asimmetrici. Mentre Cupra riceveva nuovi modelli, un’identità visiva riconoscibile e un posizionamento chiaro, Seat veniva lasciata in attesa, come un ospite a cui qualcuno ha già prenotato il taxi per togliere il disturbo.

Cupra nasce come sotto-marchio sportivo di Seat nel 2018, poi acquisisce indipendenza. La mossa è stata intelligente: brand giovane, design aggressivo, appeal verso acquirenti disposti a spendere di più. Nessuno ha pensato, o voluto pensare, a come i due marchi potessero coesistere. Seat accessibile e di massa, Cupra sportiva e premium, Volkswagen sopra entrambe, Skoda a presidiare il segmento pratico-conveniente. La sovrapposizione sarebbe stata gestibile, considerando che Volkswagen amministra da decenni un portafoglio di marchi con aree di conflitto molto più evidenti.
La redditività cambia le regole del ragionamento. Seat, da quel punto di vista, è la candidata più ovvia alla chiusura in un gruppo che vuole tagliare fino alla metà dei modelli e ridurre del 75% le configurazioni degli optional.
L’ironia finale è che l’Europa ha un bisogno reale di auto economiche accessibili, le Skoda sono sempre meno abbordabili, e Dacia sta raccogliendo quote di mercato che qualcun altro sta lasciando sul tavolo. Seat potrebbe essere la risposta giusta nel posto sbagliato, all’interno di un gruppo che ha già deciso dove puntare.
