Ogni 58 secondi esce una Yaris Cross dallo stabilimento di Valenciennes. Non stiamo esagerando, si tratta del nuovo ritmo di produzione che Toyota Motor Manufacturing France (TMMF) ha da poco annunciato, portando la capacità giornaliera da 1.120 a 1.250 vetture tra Yaris e Yaris Cross.
I dati dietro questa accelerazione sono chiari. Nei primi otto mesi del 2026, la Yaris Cross ha piazzato 19.294 unità solo in Francia, classificandosi tredicesima tra le auto nuove più vendute nel paese. Quasi identica alla sorella Yaris, ferma a 19.557. Un dominio di fatto sul segmento che si rivede abbastanza bene anche nel resto del Vecchio Continente.

Il sito di Valenciennes ha chiuso il 2025 con 283.465 veicoli prodotti. La Yaris Cross da sola rappresenta il 75% dell’output dell’impianto ed è il veicolo più prodotto in Francia negli ultimi quattro anni consecutivi. Per gestire la domanda crescente dopo il lancio della versione rinnovata per il mercato europeo, entrata in produzione a luglio, Toyota ha annunciato 150 nuovi posti di lavoro, coperti da lavoratori temporanei.
La gamma non si è complicata, restano due motorizzazioni, entrambe ibride, entrambe con un tre cilindri 1.5 benzina. La prima eroga 116 cavalli, la seconda 130. Entrambe dichiarano 4,4 litri per 100 chilometri.

“La tecnologia ibrida conferma il suo appeal anno dopo anno”, ha dichiarato Rodolphe Delaunay, presidente di TMMF. Una frase che suona quasi prudente rispetto a quello che i dati raccontano. Toyota sta vincendo senza elettrico puro, senza scommesse rischiose sulle infrastrutture, senza proclami sulla fine del motore termico. La transizione graduale che il mercato sembrava voler bruciare si è rivelata, almeno per ora, la strategia più redditizia.
Impossibile stabilire quanto durerà questo vantaggio. I concorrenti stanno spingendo sull’ibrido, i regolatori europei sul full electric. Toyota intanto produce una Yaris Cross ogni 58 secondi e assume personale, e qualcuno dovrà spiegarle che sta sbagliando approccio.
