Auto elettriche, la guerra dei kilowatt: i cinesi corrono, ma le colonnine arrancano

Geely e BYD ricaricano in 4-9 minuti con 800 volt e oltre. Ma la rete europea, ferma sotto i 150 kW, può reggere il ritmo?
Denza Z9GT, ricarica

Geely dice 4 minuti e 30 secondi, BYD risponde con nove minuti per arrivare al 97%. Il pieno di benzina, in Cina, sta per diventare davvero un parametro di confronto in fatto di ricarica delle auto elettriche, in Europa, per ora, resta un’ipotesi.

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Chiusa la guerra dell’autonomia, infatti, ne è partita un’altra, quella della ricarica ultraveloce. Costo, tempi e chilometri restano i tre muri che separano gli automobilisti dall’elettrico, i costruttori stanno spingendo la tecnologia fino al limite. La ricarica sta diventando una questione di strategia competitiva, al pari di batteria, software ed efficienza. Parliamo di una vera e propria leva commerciale.

I cinesi, naturalmente, hanno già alzato la posta. A fine settembre Geely (partner anche di Renault, oltre che proprietario di Volvo) ha mostrato un’architettura capace di toccare i 2.250 kW, sufficiente per portare la batteria dal 10 al 70% in quattro minuti e mezzo.

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Zeekr 001, ricarica

La ricetta mescola i 800 volt con un raffreddamento a liquido diffuso e un’intelligenza artificiale incaricata di prevedere i picchi di temperatura di batteria, cavo e connettore. I banchi di prova sono la Lynk & Co 10 e la Zeekr 001.

BYD gioca un’altra partita, ma con la stessa ambizione. La Flash Charging 2.0, abbinata alla seconda generazione delle batterie Blade, arriva a 1.500 kW e porta la carica dal 10 al 97% in nove minuti. La vetrina è la Denza Z9GT, il modello premium del marchio, attesa al Salone di Parigi. BYD affianca alle colonnine sistemi di accumulo stazionari che immagazzinano elettricità con calma e la rilasciano in un lampo.

Denza Z9GT, ricarica

L’Europa non è all’anno zero. Porsche ha aperto la strada agli 800 volt con la Taycan nel 2019, poi sono arrivate Hyundai con Ioniq 5 e 9 su piattaforma E-GMP, e Kia con la EV6, entrambe dichiarate attorno ai 18 minuti dal 10 all’80%. Audi con la e-tron GT, BMW con la iX3, Mercedes e Volvo hanno seguito. I componenti, però, sempre loro, costano ancora troppo per fare dell’800 volt uno standard di massa.

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La rete di ricarica, invece, è in gran parte ferma sotto i 150 kW. Le colonnine da 350 kW, le uniche compatibili con questa architettura, sono quasi 5.000, cioè il 3% del totale. Una ferrari parcheggiata davanti a un distributore con la pompa lenta.

L’alta tensione da sola, del resto, non garantisce nulla. Contano la capacità di mantenere la potenza mentre cavo, spina e batteria si scaldano, e conta quello che la stazione è davvero in grado di erogare. Resta poi la domanda sulla durata delle celle sottoposte a ricariche così violente. Nessuno ha ancora risposto con numeri convincenti.