Un SUV da 4,5 metri che promette di far cadere la mascella quando arriverà il listino. Gaetano Thorel, responsabile europeo di Fiat e Abarth, non ha usato giri di parole in un’intervista ad Autocar: la Fiat Grizzly “scioccherà il mercato” con il suo prezzo. Ancora nessuna cifra è stata comunicata, ma il messaggio è arrivato chiarissimo.
La Grizzly non nasce come auto europea: l’ambizione originale era globale, con focus su Turchia e America Latina, poi qualcosa è cambiato. Fiat ha guardato meglio i numeri e ha capito che un SUV di segmento C potrebbe avere senso anche nel Vecchio Continente, in particolare per quelle famiglie che hanno bisogno di qualcosa di più della Grande Panda ma non vogliono svenarsi per averlo.

La chiave di tutto è la piattaforma Smart Car, la stessa che già sorregge Citroën C3 e Grande Panda. Usare componenti già sviluppati e ammortizzati abbatte i costi di sviluppo, e questo si riflette direttamente su ciò che il cliente vedrà al momento della firma.
La Grizzly non è una Grande Panda stiracchiata. Con i suoi circa 4,5 metri si colloca un gradino sopra, con tutto ciò che questo comporta in termini di spazio, percezione e aspettative del cliente. Eppure la parentela tecnica resterà stretta, il che è esattamente il punto chiave per allargare la gamma senza far esplodere i costi di produzione.

La famiglia non si fermerà alla versione standard, lo sappiamo da tempo. È prevista anche una variante Fastback, con la coda più filante e il lunotto inclinato, per intercettare chi vuole il pratico ma lo vuole anche bello da guardare nel parcheggio.
Sul fronte motorizzazioni, il ventaglio sarà ampio. Benzina con il nuovo Turbo 100 di Stellantis, ibrido mild con il 1.2, e una versione completamente elettrica per i mercati che la richiedono.
Thorel ha anche giocato sull’animaleria: il grizzly è più aggressivo di un panda, certo, ma l’obiettivo dichiarato è addomesticarlo all’universo Fiat, renderlo meno minaccioso, più simpatico. Un lavoro che passerà dalla campagna pubblicitaria.
Che il prezzo sia davvero uno shock lo scopriremo al momento del lancio. Per ora è una promessa, e nel settore automotive, le promesse sui prezzi hanno la strana abitudine di ridimensionarsi quando arriva il momento di metterle nero su bianco.
