Su 100 auto nuove vendute a settembre, gli italiani ne hanno comprate 213 usate. Il rapporto non lascia troppo spazio alle interpretazioni del caso: il nuovo è un lusso, l’usato è la normalità.
Secondo Auto-Trend, il bollettino ACI costruito sui dati PRA, i passaggi di proprietà di auto sono stati 284.708 contro i 288.065 di settembre 2025, un calo dell’1,2%. Nei primi nove mesi del 2026 la flessione si ferma allo 0,5%, con un rapporto di 188 usate ogni 100 nuove. Le moto, intanto, se la ridono, con 58.378 passaggi, il 2,5% in più (si parla di cifre molto diverse per il portafoglio, d’altronde). Mettendo tutto nel conto, i veicoli totali scendono dello 0,9% a 383.716.

Sul fronte opposto, quello dei cimiteri a quattro ruote, le radiazioni dal PRA sono state 106.883 auto, lo 0,7% in più dell’anno scorso. A spingere sono state le demolizioni, salite del 7,3%, mentre le esportazioni hanno perso l’11%. Il tasso di sostituzione è fermo a 0,80: per ogni 100 auto nuove immatricolate, 80 vecchie hanno salutato il registro. Il parco circolante, insomma, si rinnova col contagocce.
Guardando sotto il cofano, l’usato resta un affare da diesel e benzina. Il gasolio, però, perde colpi, dal 39,3% al 36,2% dei passaggi in dodici mesi, scavalcato di fatto dalla benzina al 37,1%. Chi ne approfitta è l’ibrido, salito dal 9,6% al 12%, mentre quello a gasolio si accontenta del 2%. Il GPL guadagna qualcosa, all’8,8%.
E l’elettrico? Cresce del 20,1% sul 2025, ma resta un’ombra, l’1,4% del mercato. Una crescita a doppia cifra che, tradotta in quota, somiglia più a un arrotondamento che a una rivoluzione.
Più sorprendente è l’anagrafe. Le più cercate sono le auto tra i 20 e i 29 anni, con il 17% dei passaggi, +1,6 punti sul 2025. Gli esemplari con più di trent’anni pesano il 2,9%. Vetture nate quando il cellulare era un mattone, e che oggi trovano comunque un nuovo proprietario.

Le radiazioni per classe ambientale raccontano il resto. Nei nove mesi dominano le Euro 4 con il 36,4%, davanti alle Euro 5-6 al 33,5% e alle Euro 3 al 18,3%. Le più vecchie, Euro 0, 1 e 2, valgono il 10,6% complessivo. A settembre lo schema regge: Euro 4 al 35,7%, Euro 5-6 al 33,7%, Euro 3 al 17,8%, Euro 2 all’8,6%. Notevole che oltre un terzo delle auto mandate a morte siano Euro 5-6, cioè tutt’altro che ferrivecchi.
