Utili record e vendite a picco: il miracolo di Toyota ha un problemino chiamato Cina

Utili in crescita, ma in Cina Toyota perde terreno da sette mesi. Tra boom elettrico e scommessa sull’ibrido, ecco cosa sta andando storto.
toyota, showroom in cina
Vehicles parked at a Toyota Motor Corp. dealership in Beijing, on Friday, Sept. 26, 2025. Toyota manufactured and sold a record number of cars in July, stretching the carmaker's streak to a seventh consecutive month, on strong demand in the US and China despite global trade uncertainties. Photographer: Gilles Sabrié/Bloomberg

Toyota ha il titolo di numero uno al mondo e un utile netto in crescita del 75,6% nell’ultimo trimestre. Poi guardando la Cina ci si accorge che il trofeo non vale più moltissimo.

Advertisement

Il paradosso è tutto lì. Lo yen debole e il Nordamerica solido hanno gonfiato i conti, ma ad agosto le vendite globali di Toyota e Lexus sono scese del 6,4% e la produzione del 5,9%, a 700.860 veicoli. Sugli Stati Uniti si respira (-4,4%), il Giappone fa addirittura meglio (+9,1% di immatricolazioni). Il Medio Oriente lascia sul terreno il 37,5%, ma su volumi che a Pechino farebbero sorridere.

toyota

È proprio la Cina il “buco nella carrozzeria”. Sette mesi consecutivi di calo per Toyota, a maggio 102.300 auto vendute, un -31,7% sull’anno prima, ad agosto un -22,8%. Il primo semestre si chiude a 694.700 unità, il 17% in meno, primo scivolone semestrale da due anni.

Advertisement

La spiegazione è meno misteriosa di quanto Toyota vorrebbe. Il carburante costa di più e a pagarne il conto sono i motori termici, ibridi compresi, mentre i cinesi guidano a spina. Ad agosto nove delle dieci auto più vendute nel Paese erano elettriche pure, e la decima giocava su due tavoli, elettrico e ibrido plug-in.

Le nuove energie pesano ormai circa il 65,2% delle vendite di vetture private. In pratica, il mercato ha cambiato lingua, Toyota continuava a parlare la sua, quella dell’ibrido autoricaricabile, che in Europa, Giappone e America funziona benissimo.

Non che a Toyota manchi la voglia di rispondere. Nel primo semestre il 63% delle vendite cinesi è già elettrificato, e le sole elettriche a batteria sono salite dell’83% a 65.100 unità, con il SUV bZ3X in prima fila. Su scala globale le elettriche hanno toccato 155.074 esemplari nei primi cinque mesi (+138%), pari però a circa il 7% del totale. Entusiasmo in scala ridotta.

Advertisement

Intanto le marche cinesi sono passate dal 41,2% di quota nel 2021 al 66,2% degli otto mesi 2026, mentre quelle giapponesi sono crollate dal 22,6% al 12,1%. Le joint venture raccontano due storie, FAW Toyota perde il 27,4% (circa 273.700 veicoli) con poche elettriche in listino, GAC Toyota limita i danni grazie alla gamma bZ, con oltre 60.000 bZ3X e 14.700 bZ7, e punta a 100.000 NEV nell’anno.

toyota, showroom in cina

Intanto, Toyota continua a scommettere forte su una nuova generazione di ibridi, convinta che resteranno il cuore del business globale. Magari ha ragione, ce l’aveva già quando non si è gettata nell’elettrificazione totale qualche anno fa.