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Alfa Romeo Cuorerosso, il concept a Parigi vuole raccontare il futuro del Biscione

Alfa Romeo Cuorerosso a Parigi 2026: coupé 2+2 da 4,7 metri, rosso Liquid Ink e Bellezza Necessaria. Ecco il futuro del Biscione.
Alfa Romeo Cuorerosso

Alfa Romeo Cuorerosso non andrà in produzione e, forse, è molto meglio dirlo subito. A Parigi 2026 il Biscione ha mostrato in anteprima mondiale una concept che serve a semplicemente dire come saranno le Alfa che verranno, e come la Casa di Arese intende attraversare l’era dell’elettrificazione.

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Il manifesto che va di pari passo con la Cuorerosso si chiama “Bellezza Necessaria”, formula coniata da Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo e Maserati. In soldoni, via il superfluo, ogni elemento deve avere una funzione. Il che, detto da un marchio che per un secolo ha venduto emozione più che razionalità, ha come un sapore di contrappasso.

Alfa Romeo Cuorerosso

La coupé 2+2 misura 4,70 m in lunghezza, 1,98 in larghezza e appena 1,33 in altezza, con un passo di 2,93 m e un peso dichiarato di 1.750 kg, numeri da Gran Turismo con la postura di una supercar. La linea a Cuneo corre da un capo all’altro e muore nella Coda Tronca, firma storica che qui fa anche da alibi aerodinamico.

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Davanti, lo Scudetto resta dentro il Trilobo, ma la calandra si riempie di piccoli triangoli retroilluminati che strizzano l’occhio a Croce e Biscione. Dietro, il lunotto riprende la forma dello Scudetto e due luci circolari chiudono la coda. Le maniglie, sparite: le porte si aprono con un comando touch sul tetto. Vedremo se l’idea sopravvive al primo parcheggio in salita sotto la pioggia. I cerchi forgiati rileggono il disegno “a telefono” con sei elementi circolari su tre razze, schema 2+2+2, e il Quadrifoglio non manca all’appello.

Alfa Romeo Cuorerosso

Dentro la Cuorerosso, tutto converge sul guidatore. Sedili bucket reinterpretati, plancia che cita la 33 Stradale del 1967 e quella nuova, e davanti al volante il “Cannocchiale Vivente”, stilema storico trasformato in interfaccia dinamica, sostenuto dalla piattaforma STLA SmartCockpit di Stellantis.

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Alfa Romeo Cuorerosso

L’ingresso passa da porte posteriori controvento, scenografico quanto basta. I materiali giocano la carta della sostanza, nabuk Poltrona Frau rifinito a mano solo dove serve il contatto, tessuto monofilamento trasparente e teso per la plancia, frutto del lavoro con Luna Rossa, fibre di carbonio riciclate e resine rosse.

Poi c’è il rosso, che qui si chiama Liquid Ink Red: la luce entra nella superficie, rimbalza dall’interno e il colore oscilla tra l’effetto metallo liquido e lava, fino a sfumare verso il nero a seconda dell’angolo. Nell’abitacolo l’intensità cresce avvicinandosi al guidatore e si raffredda verso il posteriore, mentre la console si accende con una texture da magma.

Sul fronte tecnico, il messaggio va oltre il V6 della Cuorerosso (quasi esclusivamente scenografico), perché il futuro adotta l’approccio multi-energia: Full Electric, Plug-in Hybrid, Mild Hybrid e Full Hybrid, su architetture flessibili e spazio per le versioni Quadrifoglio. Quanto di tutto ciò che si è visto a Parigi arriverà su una strada, e quanto resterà sotto i riflettori di un salone? Le concept, si sa, sono fatte di promesse, anche molto vaghe.

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