Assicuratore olandese chiude la porta a molti marchi cinesi: il perché è molto semplice

Univé esclude nove marchi cinesi dalle nuove polizze: non per l’origine, ma per ricambi e officine. Ecco perché il caso olandese riguarda tutta l’Europa.
leapmotor in olanda

Univé, un assicuratore olandese, ha messo alla porta nove marchi, non a caso, quasi tutti cinesi. Hongqi, Changan, Voyah, KGM, Leapmotor, VinFast, Jaecoo, MHero e Omoda non possono più avere una polizza nuova. Per Dongfeng, Firefly, Nio, Zeekr e Lucid resta la sola responsabilità civile, per la kasko, invece, niente da fare.

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Non corriamo subito a conclusioni del tipo “gli olandesi non vogliono le auto cinesi”. Non è quello che dice Univé, e infatti nella lista compare anche una californiana. Il criterio è un altro, e molto più prosaico: quanto costa, e quanto ci si mette, riparare quell’auto dopo un incidente. Contano i ricambi disponibili, le informazioni tecniche accessibili, il numero di officine in grado di metterci le mani senza improvvisare.

Univé, assicuratore olandese

Lynk & Co, per dire, può ancora avere la copertura completa. BYD e Tesla vengono citate come esempi di chi ha costruito per tempo una rete di assistenza. In definitiva, il passaporto conta meno del magazzino ricambi.

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Lo scenario che spaventa gli assicuratori è facile da immaginare. Un’ala accartocciata, un incidente da niente, ma il pezzo non è in Europa, il costruttore deve ancora confermarne il codice, l’officina non ha la documentazione e un modulo elettronico va riprogrammato con uno strumento che nessuno ha. Risultato, l’auto resta ferma per settimane. Per l’assicuratore l’incertezza è un costo, e i costi si scaricano sul premio.

In diversi Paesi europei un assicuratore può, per così dire, rifiutare un cliente. Chi guida deve comunque avere almeno la responsabilità civile. Insomma, l’auto circola, ma i danni alla propria vettura restano affare del proprietario.

Le situazioni, per i marchi (e quindi per i veicoli da assicurare), sono diverse da Paese a Paese. La rete distributiva si è aperta in fretta ai nuovi arrivati, in alcuni casi, anche se una concessionaria ben illuminata non ripara un paraurti.

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Il discorso, potenzialmente, si allarga oltre i Paesi Bassi. Vendere auto non basta più: bisogna aver previsto cosa succede quando qualcuno le ammacca. Chi sbarca in Europa con listini aggressivi e magazzini vuoti farà bene a prendere appunti.