Fiat deve sfruttare meglio la popolarità delle sue auto, a cominciare da 500 e Panda. È una delle prime indicazioni di Arnaud Belloni, che dal primo settembre guida Fiat, Abarth e Lancia e segue il marketing dei 14 marchi Stellantis in Europa. Parlando con Gilles Wybo di Stratégies, il manager ha spiegato come intende lavorare su nomi che hanno già un posto nella memoria degli automobilisti.

Nell’intervista viene citata anche la Punto, citata insieme a Panda e 500 fra i modelli che hanno reso Fiat così conosciuta. Belloni ne parla come di una risorsa per il marchio, ma non né ha annunciato una nuova generazione. Il suo ragionamento parte dalla notorietà che queste vetture hanno conquistato negli anni e che, a suo giudizio, Stellantis potrebbe utilizzare meglio.
Fiat 500 e Panda richiedono però attenzioni diverse. La prima viene considerata da Belloni un’icona, mentre la seconda è una famiglia di automobili che si è rinnovata più volte, mantenendo un rapporto con il proprio pubblico. Continuare quella storia significa capire quali caratteristiche gli acquirenti si aspettino di ritrovare anche quando cambiano forme e tecnologia.
Belloni ricorda che un’auto diventa un’icona quando riesce a conquistare il pubblico e a conservarne il favore nel tempo. Per riuscirci servono un design riconoscibile, affidabilità e un prezzo accessibile, caratteristiche che hanno contribuito alla fortuna di molte piccole europee. Diverse vetture entrate nella memoria degli automobilisti non raggiungono infatti i 4,20 metri di lunghezza e appartengono a quei segmenti nei quali Fiat ha raccolto alcuni dei suoi maggiori successi.

Secondo Belloni, questa attenzione al prodotto deve cominciare prima del lancio commerciale e vuole che comunicazione, concessionarie ed eventi vengano preparati mentre la nuova vettura è ancora in sviluppo, così che il lavoro sul marchio accompagni quello sull’auto. La pubblicità avviene quindi all’interno di un’attività avviata molto prima della presentazione.
Sul passaggio alle batterie, il nuovo responsabile del marchio considera l’elettrico la destinazione del settore, ma ritiene necessario procedere con tempi più vicini alle esigenze degli acquirenti. L’ibrido conserva perciò un ruolo nel percorso, offrendo una possibilità a chi deve cambiare automobile e non è ancora nelle condizioni di scegliere un modello completamente elettrico.
