Salta al contenuto

Renault teme 300.000 auto in meno: Stellantis e Volkswagen chiedono certezze all’UE

Stellantis, Renault e Volkswagen chiedono flessibilità sulla CO2 e sostegno alla produzione europea, con Provost che avverte del rischio di tagli industriali.
françois provost, renault, contro UE

I vertici del settore auto europeo fanno fronte comune per chiedere a Bruxelles condizioni che permettano di continuare a investire e produrre nel continente. Durante il Paris Automotive Summit del 13 ottobre, Stellantis, Renault e Volkswagen hanno sollecitato una revisione delle regole sulla CO2 che tenga conto delle vendite effettive, chiedendo alle istituzioni di dare certezze alle aziende impegnate a programmare nuovi modelli e attività industriali.

Advertisement

François Provost avverte che, senza una deroga agli obiettivi CO2 del 2030, potrebbe proporre entro un anno al consiglio di amministrazione Renault un taglio della gamma e una riduzione della produzione europea di 300.000 vetture. Il dirigente richiama anche la perdita di un terzo dei posti di lavoro del settore nel continente dal 2010, indicandola come un’altra ragione per accelerare le decisioni politiche.

françois provost, renault, contro UE

Renault propone di sospendere per dieci anni l’introduzione di nuove normative e congelare le sanzioni sulle emissioni, affiancando queste misure al sostegno della filiera europea delle batterie. Provost sollecita tempi industriali realistici e possibili aiuti temporanei ai costi operativi degli impianti. Il manager aggiunge che circa il 25% degli ingegneri dei centri tecnologici Renault è impegnato negli adeguamenti normativi e potrebbe essere destinato, insieme ai fornitori, alla riduzione dei costi delle automobili. Sul percorso di decarbonizzazione, suggerisce di ammettere una quota del 20% di ibride plug-in nel 2035 e di valutare le emissioni attraverso una media sul periodo 2028-2032.

Advertisement

Oliver Blume collega invece gli investimenti esteri alla possibilità di sviluppare joint venture e condividere tecnologie, così da rafforzare le competenze produttive europee. Il responsabile di Volkswagen vuole condizioni che permettano di realizzare elettriche accessibili, evitando che i costi della transizione si traducano in prezzi difficili da sostenere per gli acquirenti. Provost insiste sul coinvolgimento dei fornitori locali, chiedendo ai costruttori cinesi di investire nella filiera anziché limitarsi all’assemblaggio di vetture nel continente.

antonio filosa, stellantis

Antonio Filosa rileva una convergenza fra i costruttori sul 90% delle questioni e considera positivo l’avvicinamento tra Francia e Germania sui dossier CO2 e produzione europea. Restano tuttavia divergenze che, nella sua lettura, richiedono concessioni reciproche per arrivare a decisioni applicabili. Il CEO di Stellantis invita quindi le parti ad accettare compromessi, senza lasciare che la discussione sui singoli dettagli prolunghi l’incertezza.

Advertisement