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Stellantis cerca (almeno) 60 volontari per Atessa: da Termoli il biglietto di sola andata

Stellantis sonderebbe 60 lavoratori di Termoli per trasferirli ad Atessa, dove la produzione cresce del 17,3%. Cosa si sa e cosa no.
stellantis atessa

Si parla di sessanta persone, forse persino trecento. Per ora è tutto qui, e il condizionale è d’obbligo: Stellantis non ha confermato nulla, ma a Termoli la voce corre molto veloce. Secondo Primonumero, che riporta le testimonianze dei dipendenti dello stabilimento molisano, il gruppo starebbe cercando lavoratori disposti a trasferirsi in modo definitivo ad Atessa, lo stabilimento dove nascono il Fiat Ducato e gli altri veicoli commerciali.

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A quanto pare, si partirebbe da almeno 60 persone, con priorità ai residenti in Abruzzo. Non sarebbe la solita trasferta temporanea per tappare i buchi tra uno stabilimento e l’altro, dato che qui si parla di cambiare sede per sempre.

stellantis atessa

Il sondaggio sarebbe partito da qualche settimana. Sul piatto, sempre stando alle voci, un pacchetto di circa 24 mensilità e una platea che potrebbe allargarsi a 300 dipendenti, anche fuori dall’Abruzzo. Cifre da prendere con le pinze, il sito stesso segnala che non esiste alcun annuncio ufficiale sulle condizioni economiche.

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Intanto a Termoli si lavora tre o quattro giorni a settimana, e i turni arrivano senza il dovuto preavviso. I contratti di solidarietà erodono i redditi familiari, e l’incertezza sul futuro rende complicato pianificare perfino la spesa. Difficile stupirsi se un’offerta di trasferimento, anche solo ventilata, faccia rumore.

Stellantis ha confermato l’arrivo della linea per le trasmissioni e-DCT entro fine 2026 e un investimento per portare i motori GSE a norma Euro 7, così da tenerli in vita oltre il 2030.

Bastano i volumi per reggere l’occupazione? La Fim-Cisl, in un rapporto del 6 ottobre, chiede altre attività produttive per lo stabilimento. Il progetto sulla trasmissione elettrificata toccherebbe 250-300 posti, e l’aggiornamento del GSE, pur gradito, non basta a compensare quanto perso. A settembre la TGR Molise parlava di circa 700 posti a rischio, un numero simile a quello dei lavoratori oggi fuori dal ciclo attivo tra solidarietà e ricollocamenti.

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A 50 chilometri in linea d’aria, invece, si respira un’altra aria. Secondo la Fim-Cisl, Atessa ha prodotto 133.800 veicoli commerciali nei primi nove mesi del 2026, il 17,3% in più dello stesso periodo del 2025. Il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 lavoratori è finito a luglio, grazie al parziale ritorno del terzo turno. Sulle linee corrono Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano e Toyota Proace Max.

Da una parte un reparto che chiede lavoro, dall’altra uno che ne ha in abbondanza. Spostare le persone per far tornare i conti, forse, non basterà, e prima o poi toccherà spostare anche le produzioni.