Nella grande riorganizzazione del FaSTLAne 2030, Stellantis ha scelto dove mettere i soldi e dove no. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat sono marchi globali: su di loro, insieme a Pro One, si concentrerà circa il 70% degli investimenti destinati a prodotti e brand. Alfa Romeo, invece, finisce nel gruppo dei marchi “regionali”, con Opel, Citroën, Dodge e Chrysler. La parola fa un certo effetto.
“Regionale” per Stellantis non significa confinato a un territorio, significa concentrato sui mercati dove il marchio ha davvero peso, e soprattutto, ed è questo il punto che cambia tutto, significa poter attingere a piattaforme, motori, software e tecnologie sviluppati su scala globale. In Europa, Fiat e Peugeot arriveranno per prime, Alfa Romeo seguirà, adattando quegli asset al proprio carattere.

Il vantaggio del Biscione è che non deve fare i numeri di Fiat. Non glieli chiedono, e forse non li potrebbe fare comunque. Anzi, il suo ruolo può essere un altro: prendere componenti già ammortizzati su volumi enormi e costruirci sopra prodotti con una densità di carattere che gli altri non possono permettersi di avere.
La piattaforma STLA One è l’esempio più diretto. Peugeot la userà per prima nel 2027, poi Opel, Jeep, e infine Alfa Romeo. Stellantis dichiara che questa architettura ridurrà i costi del 20%, lasciando però ai singoli brand la libertà di differenziare il prodotto. Per il Biscione potrebbe voler dire smettere di inseguire il volume e concentrarsi sul valore per vettura.
Il piano prodotti sta prendendo forma. Junior è il modello chiamato a fare numeri, Tonale ha chiuso discretamente il suo ciclo, Giulia e Stelvio resteranno in produzione, Quadrifoglio incluse, fino al 2027. Per il segmento D si ragiona ancora su soluzioni multi-energia. Nel quarto trimestre del 2027 arriverà il nuovo C-SUV di Melfi, su base STLA Medium, erede diretto di Tonale. Più avanti, un modello di segmento C che rimanda alla genealogia di 147 e Giulietta.

Prima, però, c’è Parigi. Il 12 ottobre Alfa Romeo svelerà una concept che il marchio stesso definisce manifesto del proprio futuro. Quella sera si capirà quanto Stellantis voglia davvero che il Biscione sia riconoscibile.
