Stellantis, idee chiare a Melfi: i piazzali restano pieni, ma la domanda è assente

A Melfi si producono 1.500 auto a settimana, ma i piazzali si riempiono. Operai, modelli invenduti e uno stop a ottobre.
stellantis, melfi

A Melfi le linee girano, solo che resta il problema solito, insistente, ovvero che girano più veloci del mercato. Si parla, infatti, di 300 vetture al giorno, per un solo turno, circa 1.500 unità a settimana. Non è uno stabilimento fantasma, affatto.

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I numeri li danno gli stessi operai dello stabilimento Stellantis, interpellati da Basilicata24, e non arrivano come un vanto. La fabbrica produce, ma i piazzali si riempiono e tra chi lavora in catena la domanda che circola sottovoce è ormai quasi un mantra: ha senso assemblare nuovi modelli se poi nessuno li compra?

Dai nastri di Melfi escono oggi DS N°7, nuova Jeep Compass e Lancia Gamma, quest’ultima in procinto di entrare stabilmente nei programmi produttivi. Tre nomi, tre posizionamenti diversi, prezzi che non fanno sconti. Gli operai lo dicono esplicitamente, i modelli costano, l’elettrico e l’ibrido restano ancora prodotti di nicchia per il mercato italiano, e la concorrenza arriva da est con numeri che fanno male. I costruttori cinesi propongono elettrici a prezzi che “tagliano” in profondità.

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stellantis, melfi

Non si può ignorare la domanda reale. “Siamo in pochi e realizziamo 300 auto a turno”, racconta uno degli operai, e non è una lamentela sulla fatica, è una fotografia di un sistema che al momento funziona in squilibrio. Si produce più di quanto il mercato riesce ad assorbire, le vetture sostano ferme nei piazzali in attesa di destinazione, l’equazione non torna.

A rendere il quadro ancora più opaco, la notizia di una probabile settimana di stop a ottobre, già comunicata ai lavoratori. Non una sorpresa, in questo contesto, anzi, quasi un segnale atteso: quando i piazzali si intasano, prima o poi le linee si fermano.

Melfi è uno dei simboli del manifatturiero meridionale, uno stabilimento che negli anni ha dimostrato di saper lavorare. Il dramma abita nei concessionari vuoti, nei listini fuori portata e in un’Europa che ha scommesso sull’elettrico senza costruire le condizioni perché la gente lo comprasse davvero.

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