La nuova Giulietta non sarà la berlina bassa e filante che ti aspetti. Sarà un crossover, e nemmeno tanto timido. Lo ha chiarito Santo Ficili, CEO di Alfa Romeo, al Salone di Parigi 2026, dove il marchio ha portato il prototipo Cuorerosso.
Quello che si vede sul palco, chiaramente, non è la Giulietta, ma ne anticipa il linguaggio stilistico. L’erede della compatta del Biscione sarà una “due volumi” più alta di una berlina e meno alta di un SUV. La concept firmata dal team di Alejandro Mesonero resta più bassa di quanto sarà la vettura di serie.

Ci si attende dimensioni da crossover, appunto, perfette per il segmento C in cui la nuova Giulietta andrà a collocarsi. Più spazio per passeggeri e bagagli rispetto alla generazione precedente, e fin qui nessuno protesta.
Il motivo di quell’altezza è sotto il pavimento. Il corpo vettura ospiterà la piattaforma multi-energia di Stellantis, che dovrebbe derivare dalla STLA One presentata a maggio da Antonio Filosa all’Investor Day. Una sola base per tutto, ibrido con elettrificazione a supporto dei motori termici, oppure elettrico a batteria.
Si attendono anche le versioni Quadrifoglio, chiamate a dimostrare che l’Alfa un’anima propria ce l’ha ancora, nonostante le sinergie con il resto del gruppo. Sospensioni, sterzo e freni saranno messi a punto a Balocco, e lì si capirà se il piacere di guida è rimasto o è solo nello slogan.
Dentro, la Cuorerosso racconta la direzione con strumentazione e interfacce orientate al guidatore, con una dose più marcata di storia e italianità. Insomma, meno tablet galleggiante, più cockpit.

Giulia e Stelvio, intanto, vengono prolungate fino a tutto il 2027, in attesa dei nuovi modelli. Nel 2028 debutta un SUV prodotto a Melfi, posizionato tra segmento C e D, e solo dopo arriva la Giulietta. Si infilerà sopra la Junior e con un tono più premium della Tonale, mentre il ruolo di ammiraglie resterà alle nuove Giulia e Stelvio.
La Giulietta torna davvero, ma con l’abito del suo tempo. I nostalgici della berlina se ne faranno, tristemente, una ragione. La clientela che oggi sceglie un crossover farà davvero fare la fila per un’Alfa?
