Volkswagen sta riorganizzando la produzione europea per rispondere a ordini di auto elettriche superiori alle previsioni, mentre rallenta la domanda dei modelli termici. La diversa composizione delle richieste impone di aumentare l’attività in alcuni stabilimenti e cancellare turni aggiuntivi in altri, ma secondo il costruttore la crescita delle vendite di auto a batteria non garantisce automaticamente maggiori profitti.

Secondo il costruttore, infatti, le elettriche assicurano ancora margini inferiori rispetto a vetture equivalenti con motore a combustione. L’incremento dei volumi deve quindi accompagnarsi alla riduzione dei costi, anche attraverso componenti e piattaforme condivisi fra più marchi.
La famiglia composta da Volkswagen ID. Polo, ID. Cross, Cupra Raval e Škoda Epiq segue questa impostazione e ha già raccolto complessivamente oltre 100.000 ordini e prenotazioni. La sola ID. Polo supera quota 40.000 unità, dopo aver oltrepassato i 30.000 a metà settembre. Per alcune configurazioni, le attese iniziano ad allungarsi di diversi mesi.
Questi quattro modelli vengono costruiti negli impianti spagnoli di Martorell e Navarra, mentre in Germania la maggiore richiesta favorisce Emden e Zwickau. A Emden sono previste almeno due giornate produttive supplementari per la ID.7. Zwickau potrà invece sfruttare meglio la capacità disponibile grazie all’andamento della ID.3 Neo, assemblata insieme all’Audi Q4 e-tron.

Wolfsburg perderà invece i turni straordinari programmati per le vetture termiche, con una produzione annua attesa attorno a 580.000 esemplari, contro gli oltre 600.000 inizialmente ipotizzati. La fabbrica risente quindi di uno spostamento della domanda verso prodotti realizzati altrove.
Martin Sander, responsabile commerciale Volkswagen, collega il maggiore interesse per l’elettrico al costo in aumento dei carburanti, all’espansione della rete di ricarica e all’arrivo di proposte più economiche. Il fenomeno riguarda sia la Germania sia altri mercati europei.
Il gruppo mantiene comunque il programma di contenimento delle spese e continua a valutare il futuro industriale di diversi siti tedeschi. Restano da definire le prospettive di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm.
