Alfa Romeo Giulia e Stelvio potrebbero avere un unico erede, un’ipotesi già avanzata dalla stampa che trova un precedente, all’interno del gruppo Stellantis, nella nuova Dodge Charger. Il marchio americano ha riunito sotto questo nome le sostitute della precedente Charger e della Challenger, proponendo una versione a quattro porte come erede della prima e una a due porte al posto della seconda. Una soluzione simile consentirebbe al Biscione di riorganizzare la propria offerta, anche se Stellantis non ha annunciato una decisione in questo senso.
Carscoops ne aveva parlato il 15 luglio scorso, osservando che una presentazione dei futuri prodotti Alfa Romeo riportava un solo programma di segmento D ancora allo studio. La testata aveva chiesto chiarimenti al gruppo, che aveva confermato il lavoro sull’evoluzione di Giulia e Stelvio senza specificare però il numero dei successori. Il comunicato ufficiale del 25 maggio indica inoltre l’introduzione progressiva di motorizzazioni ibride ed elettriche.

Dodge ha costruito la nuova famiglia Charger sulla piattaforma STLA Large, proponendola a due e quattro porte. La prima raccoglie il ruolo della Challenger, mentre la seconda prosegue quello della precedente Charger. Le Daytona elettriche affiancano le SIXPACK a benzina, equipaggiate con il sei cilindri Hurricane biturbo da 3,0 litri.
Le due vecchie muscle car avevano un peso commerciale considerevole sul mercato. Nel 2023, ultimo anno di produzione, Dodge aveva venduto negli Stati Uniti 75.920 Charger e 44.960 Challenger, per un totale di 120.880 vetture. La nuova Charger Daytona elettrica ha invece chiuso il 2025 con soltanto 7.421 vendite, mentre il primo semestre del 2026 si è fermato a 534 esemplari, l’88% in meno rispetto ai 4.299 dello stesso periodo del 2025.
Nello stesso semestre la Charger a benzina ha raggiunto 4.583 unità, ma il prospetto ufficiale non distingue le nuove SIXPACK dalle eventuali rimanenze della generazione precedente. Il confronto risente quindi dell’avvio graduale della nuova gamma e non permette di attribuire il divario alla sola scelta di unire i modelli. Tuttavia, mostra comunque quanto sia difficile recuperare il pubblico delle due vetture uscite di produzione.

Giulia e Stelvio condividono già l’architettura Giorgio, quindi una base comune non sarebbe una novità. Riunirle in una famiglia con carrozzerie differenti avvicinerebbe Alfa Romeo alla soluzione adottata da Dodge. L’ipotesi di una sola fastback rialzata comporterebbe invece un cambiamento più profondo, perché dovrebbe convincere sia chi cerca la guida e le proporzioni di una berlina sia chi preferisce lo spazio e la posizione al volante di un SUV. Il rischio sarebbe perdere una parte di entrambi i pubblici nel tentativo di accontentarli con la stessa vettura.
Le attuali Giulia e Stelvio resteranno in produzione fino al 2027, comprese le Quadrifoglio. Alfa Romeo deve ancora chiarire quale forma avranno le eredi, mentre i risultati di Dodge ricordano che semplificare una gamma non basta a conservarne le vendite.
