Stellantis, quello degli stabilimenti in Italia sembra un rilancio a puntate

Mirafiori torna in cassa integrazione a ottobre. I numeri del primo semestre crescono, ma Cassino crolla e Melfi gira su un turno. Il rilancio Stellantis ha ancora molto da dimostrare.
stellantis mirafiori

Mirafiori torna in cassa integrazione. Due settimane, dal 19 al 30 ottobre, per 1.074 lavoratori delle Carrozzerie, 934 operai e 140 impiegati, sulla linea che produce la Fiat 500 elettrica e la 500 Hybrid. Tutto questo, solamente otto mesi dopo la fine della cassa integrazione precedente. In mezzo, fermi produttivi vari e un allungamento delle ferie estive che qualcuno aveva già fatto notare con più di un malumore.

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La 500 ibrida doveva essere una delle risposte di Stellantis al problema Mirafiori, e nei numeri qualcosa si era mosso davvero. Nei primi sei mesi del 2026 lo stabilimento torinese ha prodotto 36.048 vetture, contro le 15.315 dello stesso periodo dell’anno scorso. Un +135,4 percento che sembrava finalmente girare pagina.

stellantis mirafiori

La Fiom dice che il nodo non è più soltanto la disponibilità dei componenti, ma anche la domanda dei modelli che escono da Torino. Chiede, da mesi, a Stellantis l’assegnazione di una seconda vettura ad alti volumi. Fim e Uilm convergono sullo stesso punto con toni diversi: legare Mirafiori quasi per intero alla famiglia 500 è una scommessa troppo rischiosa, i fatti continuano a dargli ragione.

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Mirafiori non è però l’unico cantiere aperto. A settembre Melfi gira su un solo turno, con una produzione programmata di 295 vetture al giorno, nonostante i nuovi modelli arrivati e una crescita dell’88,4 percento nel primo semestre. Cassino è il caso più difficile: meno 36,2 percento di volumi nei primi sei mesi dell’anno, a circa 6.700 vetture, un crollo che nessun annuncio dei vertici Stellantis ha ancora tamponato.

stellantis melfi

Il quadro complessivo non è nero per definizione. Tra gennaio e giugno dagli stabilimenti italiani sono usciti 252.223 veicoli, il 13,7 percento in più rispetto al 2025. Il confronto, però, parte da un anno che era stato, nei volumi, particolarmente magro. La previsione della Fim Cisl per l’intero 2026 si ferma poco sopra quota 500 mila unità, lontana, lontanissima dai livelli che renderebbero davvero stabile l’occupazione.

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Nel frattempo Stellantis avanza su altri fronti con tutt’altra velocità. Leapmotor ha superato i mille concessionari europei, nuovi progetti internazionali procedono e il gruppo continua ad annunciare investimenti e modelli.

Se la stessa energia venisse riversata sulle fabbriche italiane, Mirafiori non starebbe tornando in cassa integrazione proprio mentre avrebbe dovuto consolidare la ripresa. Aspettare il prossimo modello, il prossimo piano o il prossimo anno è diventato uno sport nazionale.